Normativa 2010 sul credito al consumo

nov 19, 2009

finanziamentiLa nuova normativa sul credito al consumo è stata approvata dal Parlamento Europeo nel 2008 ma è nel 2010 che le nuove disposizioni su questo tipo di prestiti entreranno in vigore. Che cosa cambia dunque per la clientela interessata a richiedere un finanziamento? La nuova legge dovrebbe portare uniformità e regole comuni e tutti gli stati membri dell’Unione Europea in tema di finanziamenti: le nuove regole potrebbero anche ripercuotersi in un vantaggio per il consumatore ,visto che saranno così liberalizzate le offerte di prestito e i contratti transfrontalieri. Inoltre, la legge prevede anche più chiarezza e trasparenza quando si pubblicizza un prestito, con parametri e indice sintetico di costo (Taeg bene evidenziato). Vediamo quali sono le nuove regole della normativa 2010 sul credito al consumo.

Cosa cambia nei contratti di credito, con la normativa 2010 sul credito al consumo

Con la normativa 2010 sul credito al consumo, innanzitutto cambiano le soglie: il credito al consumo infatti prima vedeva un limite attorno ai 30.000 euro, mentre ora i contratti compresi nella nuova normativa vanno da un minimo di 200 euro a un massimo di 75.000.

Diritto di recesso

Chi ricorre al credito, avrà diritto di recesso: potrà recedere dal contratto di finanziamento entro quattordici giorni dalla firma del contratto di credito, senza dover dare giustificazioni, con precise modalità. Per rimborsare gli importi dovuti basterà un indennizzo.

La trasparenza

La normativa 2010 sul credito al consumo dovrebbe dare una spinta in più anche riguardo alla trasparenza dei contratti di prestito. Le banche avranno nuovi obblighi nei confronti dei consumatori ,tra cui l’obbligo di trasparenza, sui fogli informativi, sulla pubblicità e in fase precontrattuale. Le informative dovranno contemplare avvertimenti chiari per esempio sulle conseguenze dei mancati pagamenti delle rate, che garanzie sono richieste per ottenere il credito. I clienti-consumatori avranno anche diritto a richiedere e ricevere gratis la copia della bozza di contratto, di finanziamento.

Il rimborso anticipato

Garantito il rimborso anticipato per il consumatore che intenda estinguere in anticipo il suo finanziamento. Il creditore potrebbe avere diritto a un indennizzo. E qui sta la novità: prima le spese per estinzione anticipata di un credito, erano non superiori all’1% dell’importo del credito rimborsato. Invece, con la nuova normativa per il credito al consumo, l’indennizzo non potrà superare l’1% dell’importo del credito rimborsato in anticipo, se il tempo che intercorre tra estinzione anticipata e scioglimento del contratto previsto è superiore a un anno. Se il periodo tra quando si salda in anticipo il prestito e il termine previsto dal contratto è invece inferiore all’anno, allora l’indennizzo non potrà superare lo 0,5 % dell’importo del credito rimborsato in anticipo. Insomma, si dovrebbe pagare di meno di estinzione anticipata.

Quali finanziamenti sono esclusi

Sono esclusi  alcuni contratti di credito, come quelli di locazione o leasing, che non prevedono obbligo di acquisto. Esclusa anche la concessione di scoperto da rimborsarsi entro un mese e i crediti che non prevedono il pagamento di interessi o altre spese. Sono anche esclusi i crediti concessi dal datore di lavoro ai dipendenti senza interessi o a tassi preferenziali, quelli relativi alla dilazione, senza spese, del pagamento di un debito esistente e quelli concessi, senza interessi o a tassi di favore, a un pubblico ristretto con finalità di interesse generale.Rientrano invece a pieno titolo nella normativa le  carte di credito, ma non quelle di debito differito, che prevedono il rimborso del credito entro tre mesi e le cui spese sono irrilevanti, in pratica le carte ricaricabili.

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