Guida ai prestiti

Di prestiti ce ne sono tantissimi. Ma che cosa significa in generale il termine “prestito”? Il prestito è una concessione di denaro, da parte di un istituto di credito (banca o società finanziaria, nel nostro caso) verso un richiedente. Tecnicamente, chi emette il credito si chiama appunto” creditore”, mentre chi riceve il denaro è chiamato “debitore”, oppure spesso, chi richiede un determinato finanziamento, viene chiamato più semplicemente “cliente”. Il rimborso della somma anticipata, avviene da parte del debitore, tramite rate, secondo un piano di ammortamento prestabilito. Alle rate, oltre a una parte di quota capitale, viene aggiunto anche un tasso di interesse, che è la percentuale di quanto il creditore guadagna dal concedere il prestito. Questi possono essere a tasso fisso o tasso variabile. Il primo non cambia per tutta la durata di rimborso prestito,quindi non nasconde sorprese, ma è leggermente più alto rispetto a quello variabile, che invece è legato alle variazioni del costo del denaro (e per questo, in particolari congiunture, economiche, può essere molto vantaggioso). Sa si ritardano le rate di un prestito si può incorrere a diversi problemi, come l’applicazione degli interessi di mora, la segnalazione come cattivo pagatore, in casi estremi protesti, pignoramenti, ipoteche. Cerchiamo di capirne qualcosa di più.

Le 10 cose da sapere sui prestiti

  1. Avete bisogno di un prestito. Bene: il primo passo da fare è informarsi. Non fermarsi alla prima offerta trovata sul mercato, ma confrontate più preventivi, provate presso più istituti di credito. Se non vi viene accettata da una parte, non vuol dire che venga rifiutata anche altrove. Se i tassi vi sembrano convenienti da una finanziaria, fate un giro anche presso altre società o banche, per vedere se c’è ancora di meglio. Parola d’ordine: confronto.
  2. Quando fate richiesta di un finanziamento, la banca o la finanziaria vorranno sapere qualcosa in più su di voi per valutare se sarete un buon cliente e se affidarvi il credito di cui avete bisogno. Da un lato, verrà valutata la vostra affidabilità creditizia, e dall’altro se la vostra domanda sia in linea con la vostra capacità di rimborsare poi il finanziamento.
  3. I documenti che vi verranno richiesti in genere sono: documento di identità e codice fiscale, ultima busta paga, dichiarazione dei redditi, tipo di contratto di assunzione, oppure il cedolino della pensione o il Cud. Potrebbero chiedervi anche alcune delle ultime bollette.
  4. I prestiti finalizzati sono quelli che si sottoscrivono di solito già da una rivenditore o presso una catena. Sono quei finanziamenti legati all’acquisto preciso di un bene particolare o servizio, come televisore, computer, eccetera. Sono disciplinati dalla normativa sul credito al consumo e prevedono un importo massimo di circa 30.000 euro. Non prevedono garanzie, ma in caso di lavoratori a tempo determinato, precari, possono essere richieste garanzie personali come un fideiussore. Possono richiedere un prestito finalizzato solo i consumatori e non aziende private o imprese.
  5. I prestiti non finalizzati sono finanziamenti che non richiedono la specifica della destinazione del prestito. In pratica non si è tenuti a dire a cosa servano i soldi del finanziamento. Tra i prestiti finalizzati più comuni troviamo: i prestiti personali, la cessione del quinto dello stipendio o della pensione, il prestito delega, il prestito fiduciario.
  6. Nel contratto di finanziamento, le voci a cui fare attenzione sono il tasso annuo nominale (TAN), il tasso annuo effettivo globale (TAEG), quali spese sono comprese nel calcolo del TAEG, quali sono quelle non comprese e a quanto ammontano, importo di eventuali  riardi o interessi di mora, estinzione anticipata.
  7. Controllate bene le offerte che promettono il famigerato “tasso zero”. A volte è davvero così. Altre volte, il Tan può essere pari a zero ma poi il  Taeg o altre voci non devono essere caricati di spese aggiuntive.
  8. Una volta avviato un finanziamento, bisogna fare attenzione a saldare le rate con regolarità ed entro i termini stabiliti da contratto. In caso contrario, il mancato pagamento di una rata del prestito può far scattare gli interessi di mora che si aggiungono alla quota da versare, oppure anche segnalazioni come cattivo pagatore.
  9. Chi è stato classificato come “cattivo pagatore” a causa di mancati pagamenti, puyò essere cancellato dalla banca dati dopo aver regolarizzato il debito saldando le rate dovute al creditore. Ci vogliono di solito due o tre anni, a seconda del numero di rate “saltate” in passato.
  10. Se si ha un finanziamento  in corso si può richiederne un altro. Di norma però, per evitare il sovraindebitamento, è bene che l’ammontare delle rate mensili non superi il 30% di del proprio reddito mensile

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