I “buoni propositi” di spesa degli Italiani secondo Findomestic

Postato da il 25 dicembre, 2011 | Nessun Commento »

Secondo il rapporto annuale dell’Osservatorio Findomestic gli italiani, sfiduciati e spaventati dalla crisi economica e dalle incertezze sul lavoro, stanno cambiando il proprio stile di vita sempre di più.

Molti hanno modificato il proprio tenore e i comportamenti riguardo i consumi e per il prossimo anno, restano i “buoni propositi” già adottati negli ultimi 12 mesi, ovvero il 76% degli intervistati ha contratto o contrarrà i consumi, mentre solo l’8% ha accresciuto o accrescerà gli acquisti.

Gli italiani tra i 24 e i 59 anni hanno ridotto la netta maggioranza delle spese per le principali categorie merceologiche nel 2011.  Si sono rimandate spese o si è rinunciato del tutto ad alcuni acquisti: resta stabile la tecnologia:tablet, e-book, robot domestici, hi fi e i beni importanti come la casa.

L’evoluzione del contesto economico osservata nel 2011 e le difficoltà che le famiglie italiane stanno vivendo, continuano a penalizzare la spesa per le automobili e in generale i veicoli. Resiste il settore delle auto usate. Il comparto degli elettrodomestici bruni, registra, per la prima volta nell’ultimo decennio, una contrazione dei volumi e una marcata flessione del fatturato.

Però i “giocattoli tecnologici” piacciono sempre agli italiani che, dovranno pur tirare la cinghia, ma davanti a un bel telvisore o con la reflex al collo.

Secondo il report dell’Osservatorio Findomestic infatti si legge che in questo contesto negativo, si salvano il segmento dei televisori LED e la nuova tecnologia 3D che, a distanza di poco più di un anno dalla sua introduzione sul mercato, costituisce già il 20% del fatturato Tv.

Nel 2011, anche il settore della fotografia registra una flessione delle vendite e del fatturato, anche le fotocamere compatte. Ma resta positivo l’andamento delle fotocamere Reflex a conferma di una tendenza dei consumatori ad acquistare prodotti tecnologicamente più avanzati e capaci di garantire una resa qualitativa maggiore. Insomma: si paga un po’ di più ma per qualcosa di buono che duri nel tempo.

Unico segmento tra i beni durevoli per la casa a resistere alla congiuntura economica negativa è la telefonia, che  evidenzia nel 2011 un andamento positivo, soprattutto grazie agli smartphone.

Continua invece il trend negativo delle vendite e del fatturato del mercato dell’informatica che risente a della riduzione della domanda da parte delle aziende. I consumatori scelgono i tablet senza tuttavia cannibalizzare netbook e notebook.
Ricordiamo infine che l’Osservatorio si basa su dati e analisi che Findomestic effettua e raccoglie ogni anno sui consumi di beni durevoli, forte del suo posizionamento nel settore del credito al consumo che la colloca tra i primi player in Italia nel fornire credito alle famiglie, tramite prestiti personali, con finanziamenti erogati nel 2010 per 4,3 miliardi di euro, 10,42 miliardi di impieghi e un utile netto di 39,3 milioni di euro.

Cosa ne pensate? Vi rispecchiate in questo rapporto? A voi la parola..

 

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