Microcredito, ovvero credito piccolissimo, ma in realtà di che cosa si tratta? Questa tipologia di finanziamento è nato e cresciuto nel Sud del mondo per aiutare gli “ultimi”, si è poi sviluppato anche nei paesi più economicamente evoluti, come una forma di aiuto ai “nuovi poveri”, che sono quelle persone che vivono in paesi sviluppati, ma che stanno sotto la soglia della povertà.
Muhammad Yunus, l’economista bengalese, ideò la formula del microcredito per cui vinse il Nobel per la pace nel 2006. La sua intuizione ha girato il mondo ed è stata ripresa e ampliata anche in Italia e ora si rivolge specialmente a chi patisce per la crisi economica, e fa parte della categoria di persone cosiddette “non bancabili”, che sono coloro i quali non possono avere accesso al credito ordinario per mancanza di sufficienti garanzie.
Secondo i dati raccolti dalla Fondazione “Giordano dell’Amore”per “European Microfinance Network”, nel 2009 il portafoglio del microcredito in Italia era pari a 13 milioni di euro (11 di erogato), nel 2010 il patrimonio era cresciuto a 21,6 milioni (12,5 di erogato). I numeri fanno vedere come la rivoluzione di Yunus si adatti ai momenti di crisi, e sia in grado di offrire una via d’uscita reale a chi si trova più in difficoltà. Un esempio di microcredito in Italia è quello promosso dagli ecclesiastici nel 2009, collegato con il mondo delle banche (di cui abbiamo già detto) e denominato “prestito della speranza”.
La richiesta di prestiti da parte delle fasce più deboli è aumentata con il peggioramento della situazione economica ed è così che anche a Milano,come già in altri comuni d’Italia, nell’ottobre 2011, il Comune ha promosso un progetto in tal senso.
L’iniziativa denominata “Microcredito Milano” è sostenuta dal comune, dalla provincia, dalla camera di commercio e da alcune organizzazioni sindacali e di volontariato ed è portata avanti dalla Fondazione “Welfare Ambrosiano”.
Entrando più nel dettaglio si può dire che i piccoli prestiti che vengono erogati riescono a far tirare il fiato alle famiglie ed è questo quanto emerge dai primi dati diffusi dalla direzione del progetto “Microcredito Milano”.
E’ una formula di finanziamento utile per coprire le spese più correnti, quelle per la casa, per le cure mediche e per rientrare dai debiti, ma anche di finanziamenti da adoperare per sostenere o avviare piccole attività commerciali, proprio nella cosiddetta fase dello “start up”.Il progetto, come già detto. ha incominciato ad essere attivo ad ottobre 2011 e già in aprile 2012, agli sportelli erano già state presentate 350 domande, di cui un centinaio già andate a buon fine; 68 in attesa di valutazione da parte delle banche aderenti all’iniziativa della fondazione (Banca Popolare di Milano, Intesa San Paolo, Banca Popolare Commercio e Industria, Banca Prossima e Permicro) e per finire altre richieste in fase di studio.
Il 69% delle domande, oltre i due terzi, è per finanziamenti di “microcredito sociale”, cioè per le famiglie, mentre il resto è destinato alle imprese. Il 24% dei richiedenti ha specificato che i “denari”servivano per le spese più comuni, come le bollette e le spese condominiali, mentre il 23% degli utenti ha dichiarato motivazioni diverse come spese mediche e difficoltà economiche. Il 21% ha chiesto il prestito per saldare o ridurre debiti precedenti, il 6% con uno scopo di formazione professionale e il 2% per coprire la rata del mutuo.
Nel caso del credito alle imprese, il 47% è stato per l’avvio di attività nuove, con un 18% motivate da difficoltà economiche.
I prestiti per le fasce deboli sono agevolati al 4% e al 6,5% per chi vuole fare impresa. Le cifre vanno dai 2 mila ai 20 mila euro e le garanzie vengono date anche a chi è disoccupato. Il rimborso inizia dopo un anno dalla concessione del credito e potrà essere effettuato anche in sei anni e in caso d’insolvenza la copertura è garantita fino ai 4/5 della cifra erogata.
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