Le associazioni dei consumatori hanno incontrato il presidente di Abi, associazione bancaria italiana, Giuseppe Mussari. L’incontro con il neopresidente è stato l’occasione per fare il punto su crisi e indebitamento delle famiglie e sulle strategie da mettere in atto, anche nel settore del credito al consumo, per superare la situazione di empasse economico. Ecco cosa dice Adiconsum (associazione difesa consumatori e ambiente) tramite Paolo Landi: “Rafforzare il dialogo con i consumatori per prevenire situazioni critiche e speculative; prorogare il Piano Famiglie sulla sospensione temporanea delle rate di mutuo ed estendere tale diritto anche alle rate del credito al consumo”.
Il senso di una nota diffusa dall’associazione in occasione dell’incontro, il 29 luglio scorso, è questo: il settore bancario svolge servizi fondamentali per famiglie e imprese, ma nel recente passato, sono stati davvero troppi i consumatori “gabbati”, vittime di operazioni speculative di raggiri dovute a operazioni non trasparenti. Non sempre è facile informasi in materia finaniaria infatti. Al nuovo presidente, Adiconsum ha chiesto dunque di dare continuità ad un confronto tra le parti. La tavola rotonda e il dialogo costante sono secondo l’associazione un ottimo strumento di prevensione contro truffe e raggiri, per concordare soluzioni utili a clienti e risparmiatori e proposte al legislatore.Lo stesso progetto PattiChiari, ha specificato Adiconsum in una nota, va ampliato e migliorato per poter rappresentare un reale strumento di confronto sul costo dei vari servizi nel sistema bancario.
Al neo presidente Abi, Adiconsum chiede quindi la proroga del Piano Famiglie che consente la sospensione delle rate di mutuo in scadenza il 31 dicembre p.v. e l’estensione della sospensione anche alle rate del credito al consumo.
E conclude: Adiconsum auspica una corretta e puntuale applicazione delle nuove normative sul credito al consumo, sui mediatori e sulla commissione di massimo scoperto da parte delle banche.In tale ambito Adiconsum ha anche chiesto di porre fine alla pratica vessatoria di modifica unilaterale delle condizioni di conto corrente, garantendole invece per almeno 1-2 anni.

