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Prestiti usurai: la normativa francese migliore di quella italiana?

Ormai, è palese di come in Italia siano stati erogati dagli istituti di credito prestiti che abbiano violato il tasso di interesse, previsto dalle autorità governative, superandolo. Si è profilato così il reato di usura sul piano penale, e la nullità del contratto di finanziamento sul piano civilistico, con conseguente non restituzione degli interessi da parte del consumatore. Inoltre per l’usuraio, il codice penale prevede reclusione (fino a sei anni) e una multa non indifferente (fino a trenta mila euro).

Ma l’usura è una pratica diffusa non solo in Italia, ma anche nell’Europa e soprattutto in Francia. Solo che in Europa, la soglia di tolleranza è del trenta per cento, mentre in Italia del cinquanta per cento, ed è riferito ad un altro parametro, il TAEG che è un indicatore variabile che viene aggiornato periodicamente. In Francia la normativa antiusura è molto rigida, infatti il legislatore francese disciplina il contratto di prestito in modo capillare: si parte dall’offerta preliminare di credito (valido per minimo 2 settimane) all’offerta includente il tasso annuo obbligatorio (APR), vale a dire il costo totale del credito (interessi, eventuali spese e / o assicurazione). I

Il recesso è pari a sette giorni (forse un po’ pochi rispetto ai quattordici dell’Italia). La Banque de France ha distinto dodici categorie di prestiti con relativi tassi di interesse e ogni tre mesi pubblica una rilevazione dei tassi di interesse di mercato per ogni tipologia di prestito.  In Francia, un’agenzia bancaria di credito è libera di fissare i tassi di interesse, a condizione che non superino un certo limite che sarà diverso a seconda se si sceglie il tasso fisso o variabile.

Ma quali sono le conseguenze in Francia? Come in Italia la pena è detentiva (reclusione da due anni) e una multa di 45.000 euro. Inoltre, il giudice può ordinare  la chiusura, temporanea o permanente, della società di cui è titolare l’usuraio e fissarne le modalità di liquidazione degli operai. Sembrerebbe, dunque, una normativa che ben si armonizza con quella italiana. Ma la certezza della pena sarà identica in entrambi i Paesi?!


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